Ayurveda e Religione

Chi si avvicina all'Ayurveda non può fare a meno di dare uno sguardo alla mitologia indiana e alla religione Indù, che fondano le loro origini storico - filosofiche, molto lontano nei secoli.

Oggi sono oltre 700 milioni i fedeli induisti.
In passato il termine persiano Hindu indicava "gli abitanti della terra del fiume Indo", quindi di tutto il subcontinente indiano. Per l'Islam il termine Hindu indicava gli abitanti, che pur vivendo in quelle terre, non erano musulmani. L'induismo racchiude in sé l'evoluzione di due correnti religiose precedenti, il " Vedismo" dal nome dei testi sacri Veda e il "Brahmanesimo", dal nome degli appartenenti alla casta dei sacerdoti brahamani o brahmini. Il periodo storico cui si fa riferimento ha inizio nel VI secolo a.C.

Di epoca precedente è la realizzazione dei testi sacri dei Veda, scritti nella forma più antica della lingua indiana, il sanscrito. Fra il 1300 e il 1000 a.C. fu composto il Rig-Veda, testo costituito da 1028 inni, in onore delle diverse divinità. Lo Yajur Veda è il formulario liturgico ufficiale per il rito del sacrificio; il Sama Veda contiene una collezione di inni e l'Atharva Veda, redatto intorno al 900 a.C., contiene una raccolta di formule magiche. Fanno inoltre parte della letteratura vedica le Upanishad, testi di carattere filosofico e mistico in forma liturgica, redatti a partire dal 600 a.C. .

Successivamente i Veda vennero riassunti in quelli che oggi conosciamo come i testi Samhita, in sanscrito ''raccolta''. Solo tre di questi testi hanno superato la prova del tempo, Charaka Samhita, Sushruta Samhita, Ashtanga Hridaya Samhita e rappresentano alcuni dei testi fondamentali della scienza Ayurvedica. Da questi antichi trattati si rilevano otto branche dell'Ayurveda: Medicina Interna (Kayachikitsa), Chirurgia (Shalvatantra), Oftalmotorinolaringoiatria (Shalakia Tantra), Pediatria (Kaumabarabhritya), Tossicologia (Agadatantra), Psichiatria (Bhutavidya), Scienza del Ringiovanimento (Rasayana), Scienza degli Afrodisiaci (Vajikarana).

Il concetto di Karma è fondamentale nella religione induista. Karma significa "azione" e rappresentare il risultato vivente di tutte le nostre incarnazioni passate e presenti. Tutte le "vite" di un individuo sono legate da un filo continuo e a volte la manifestazione di questa continuità è dolorosa, quando una vita è caratterizzata da stati ed eventi carichi di sofferenza.
La filosofia sostiene che non esistono nuove esperienze, ma solo l'esperienza di conoscere la nostra vera natura. Quando non impariamo l'insegnamento che ci giunge dalle vite precedenti, nelle incarnazioni successive viviamo gli eventi come una novità, ma così non è.

L'Ayurveda, attraverso le sadhana, le attività salutari praticate quotidianamente e consapevolmente, aiuta a riacquistare la memoria cognitiva, il patrimonio costituito dai ricordi che in ogni nascita sono sopravvissuti al corpo. Le impressioni karmiche provenienti dalle vite passate esercitano un'influenza fondamentale sulla nostra attuale incarnazione e ci impedisce di gestire in maniera pienamente consapevole la nostra esistenza. Ci troviamo costretti a manifestare sul piano della realtà situazioni spiacevoli, malattie o disequilibri, allo scopo di ricontattare il ricordo della passata esperienza, per poi superarla definitivamente.
Questo percorso rappresenta l'evoluzione dell'individuo, il processo karmico, la via da cui veniamo e dove stiamo andando; tutto è dentro di noi, il nostro corpo sottile e il nostro Dna custodiscono le informazioni dell'eterno viaggio e del ciclo delle reincarnazioni.
Il massaggio ayurvedico, lo yoga, la meditazione, sane abitudini alimentari e di vita, l'astrologia karmica, la cura degli spazi il wastu, i trattamenti di purificazione e tutte le pratiche dell'Ayurveda forniscono un valido strumento di autoguarigione, dove per guarigione si intende l'unione dell'energia individuale con l'energia universale, Atman e Braman.