Alimentazione Ayurvedica

Il cibo ha rivestito un ruolo centrale nella storia dell'umanità. Nel Medioevo, periodi di abbondanza si alternavano a periodi di carestia. La società di quel tempo era contraddistinta da un forte senso di insicurezza, di precarietà e di paura alla base di un particolare atteggiamento nei confronti del cibo.
Chi mangia ha il potere e il denaro, chi non può permettersi di mangiare, quando riesce a farlo è affamato e compie un'azione esagerata, quasi violenta.
Alcuni potrebbero godere del cibo liberamente ma si autoreprimono, le persone benestanti talvolta utilizzano il cibo come status symbol, i poveri muoiono di fame.

"L'alternanza di privazione e abbondanza accresce", come afferma lo studioso Leo Moulin, "l'ossessione del cibo, l'importanza del mangiare e, come contropartita, la sofferenza (e i meriti) rappresentati dalle mortificazioni alimentari".
Ogni contesto sociale ha le proprie regole, richiede ed esige una diversa alimentazione, una diversa presentazione, un diverso approccio con il cibo e con lo stare a tavola.

Ai nostri giorni esiste un vestito per ogni occasione e un atteggiamento e uno stile da tenere in determinate situazioni per non sentirci in imbarazzo. Le regole legate ad un modo di mangiare o a come comportarsi con i colleghi di lavoro o a un colloquio di lavoro, a una cena di gala o una spaghettata tra amici o ad una cerimonia, sono un aspetto della vita sociale.
Il galateo a tavola, come ogni regola è sempre relativa ad un sistema e pur apparendo come formalità può essere un ottimo strumento per esprimere attenzione verso gli altri e considerarli non prima, non dopo, ma al pari delle nostre esigenze.

 

ALIMENTAZIONE NATURALE

 

“Quando il cibo è puro, l’intera natura dell’uomo diviene pura:
quando la natura diviene pura la memoria è stabile;
e quando un uomo possiede una memoria stabile
ogni problema può essere superato.”

Chandogya Upanishad

 

I principi fondamentali dell'alimentazione naturale sono atti a ristabilire l'equilibrio del 'terreno', ovvero l'equilibrio biochimico nel nostro corpo.
In primo luogo occorre valutare se il nostro organismo è sottoposto a sovraccarichi oppure se manifesta carenze analizzando ciò che mangiamo. Ci renderemo conto se le nostre abitudini alimentari favoriscono eccessi proteici o in zuccheri, in grassi o se per esempio l'apporto vitaminico o minerale è insufficiente. Come prima cosa puliremo il “terreno” che è il nostro corpo, eliminando i sovraccarichi, e poi semineremo, colmando le carenze.
Esiste poi una componente psichica riguardante il cibo. Dal punto di vista sociale e psicologico l'atto del mangiare e del bere assumono connotazioni di fondamentale importanza ed è ben difficile nella maggior parte dei casi separare il cibo o la bevanda dal contesto, dalla situazione, dalla circostanza in cui vengono assunti, digeriti e assimilati.

Ripercorrendo il viaggio attraverso gli usi e i costumi dei popoli nella storia, impariamo ad apprezzare come patrimonio di inestimabile valore i prodotti della terra di ogni regione, di ogni paese e a comprendere il significato delle tradizioni rendendo omaggio a chi prima di noi ha universalmente donato un sapore, un abbinamento.
Attraverso la cultura culinaria regionale, nazionale e internazionale possiamo conoscere il mondo, osservare etnie, e dall’unione di Oriente con Occidente, del Nord con il Sud, cresce la nostra consapevolezza.

L'apparato digerente è fortemente influenzato dal nostro stato psichico e il significato simbolico che assume il cibo è assai importante in tutte le culture e in tutte le tradizioni. Il cibo è la più tipica offerta degli uomini agli dei, ma è anche il dio che sacrifica se stesso agli uomini perché venga mangiato il pane del proprio corpo e il sangue del proprio spirito.
Il corpo del guerriero, del capo, dello sciamano o della divinità stessa incarnata in un animale totemico è condiviso con i membri della propria tribù o del proprio clan nei fenomeni di cannibalismo rituale, di cui porta memoria in forma simbolica il tacchino di Natale, o l'agnello e la colomba pasquale.
Notevole è poi l'importanza del cibo come piacere, svago, relax, sia che si tratti di cucinarlo che di mangiarlo. E' accertato che il contatto e la manipolazione degli ingredienti inducono un piacevole stato di rilassamento e allentano le tensioni. E' noto che il vino e i distillati, nelle giuste dosi, hanno proprietà curative.

Insomma, ogni piatto che viene preparato seguendo una valida ricetta deve dare come risultato una equilibrata combinazione chimica, fisica, energetica, emotiva e relazionale, generando un senso di appagamento del corpo ma anche della mente e dello spirito.
Il ritmo frenetico della vita ai nostri giorni, predilige porre rimedi alle patologie con medicinali immediati e ''potenti'' piuttosto che modificando le abitudini alimentari. In realtà i medicinali sono solo un 'tappo' ad una situazione che prima o poi esploderà con cause ancor più gravi. Esistono rimedi ben più efficaci e duraturi del troppo spesso utilizzato cortisone per esempio, ovvero le infinite reazioni biochimiche scatenate prodigiosamente dal cibo.

Negli ultimi decenni sono stati ideati svariati sistemi di nutrizione ognuno dei quali sembra essere in contrapposizione con gli altri. La mia esperienza mi porta ad affermare con estrema convinzione che non è possibile strutturare un programma alimentare sulla base di uno schema ma che ogni individuo ha esigenze personali che possono essere soddisfatte attingendo nozioni da più metodi di nutrizione.
 

LA CUCINA AYURVEDICA

 

Secondo l'Ayurveda, l'attitudine mentale influenza le proprietà dei cibi. Cucinare dovrebbe procurare gioia, buon umore. Rendersi conto di quanto potere abbiano le nostre mani nel miscelare gli ingredienti sentendo la magia del momento, nella scelta degli alimenti che abbiamo a disposizione, nel rispetto delle stagioni e di quello che offre la nostra terra il più possibile vicino a casa nostra, nel creare forme, profumi e sapori dovrebbe creare uno stato di eccitazione in cucina.
Un pasto preparato con amore, cura e dedizione, in un'atmosfera allegra e piacevole è certamente più sano, nutriente e digeribile. In India spesso vi è l'abitudine di recitare un mantra, di cantare mentre si cucina per creare un flusso di energia positiva.

La creatività è tra i primi posti nella lista delle azioni magiche che caricano letteralmente il cibo di energia positiva. Se siamo in contatto con i nostri sentimenti, le nostre emozioni avremo voglia di comunicare quello che sentiamo attraverso la preparazione del cibo. Un bravo cuoco non è una persona che sente solo energie positive dentro di se ma bensì è in grado di trasformare tutte le sue energie, anche quelle negative attraverso il processo della creazione in uno stato positivo.

Sarebbe illusorio pensare di essere sempre felici. Più realistico è pensare di trovare un senso ai nostri stati d'animo più avversi che ci facciano affrontare le difficoltà con positività. E questo processo di elaborazione può essere infuso nel cibo, nutrendo i nostri commensali di amore e forza. Quando cuciniamo stiamo creando a livelli alchemici, stiamo proponendo soluzioni alla nostra vita fornendo proteine grassi e carboidrati, vitamine e sali minerali, conditi con il gusto della vita, il gusto del cibo.

Per cucinare bene occorre stare con se stessi, sentire la propria vitalità e la capacità di infondere amore. Pensate a tutte le volte che abbiamo mangiato per dimenticare e pensiamo a nutrire noi stessi e gli altri con un cibo che alimenta il contatto con se stessi. Quando mangiamo gustiamo ogni boccone, fino in fondo, concediamoci il tempo di assaporare e abbandoniamo l'illusione che se mangiamo velocemente possiamo passare più in fretta al boccone successivo e quindi gustare di più, stiamo con il nostro boccone, fino alla fine, finché il boccone stesso ha sprigionato tutto il sapore che poteva donare al nostro palato. Tutta la bontà che c'è in tavola è per noi, è il dono della vita.
 

REGOLE DI ALIMENTAZIONE AYURVEDICA

L'Ayurveda tiene sempre conto delle esigenze del singolo individuo. Questo concetto dovrebbe essere d'incoraggiamento per imparare a godere il proprio pasto e capire da soli ciò che ci fa bene e ciò che non è indicato per noi.

1. Consumate il cibo in un ambiente tranquillo, comodamente seduti, ad intervalli regolari, meglio se sempre alla stessa ora.
2. Mangiate solo quando avete fame e dopo aver completamente digerito l'ultimo pasto, ovvero dopo almeno 3 ore.
3. Consumate il pasto principale a mezzogiorno e mantenetevi leggeri la sera perché durante la notte le funzioni digestive sono rallentate e disturbano il sonno e i processi di rigenerazione e detossinazione.
4. Mangiate con calma ma non troppo lentamente e lasciate uno spazio vuoto nello stomaco per i processi digestivi.
5. Alla fine del pasto non dovreste sentirvi appesantiti e completamente sazi.
6. Durante il pasto bevete un po' di acqua calda, una tisana per esempio. Evitate il latte se combinate diversi sapori. Bevete latte con i cibi dolci. Per rendere il latte più digeribile consumatelo tiepido e non freddo e leggermente speziato.
7. L'alimentazione deve essere equilibrata e deve contenere i sei sapori soprattutto il pasto principale.
8. Non consumante proteine animali la sera.
9. I desideri nocivi sono la conseguenza di una perdita di equilibrio e di errate abitudini alimentari e inibiscono la capacità di avvertire le necessità dell'organismo.
10. Evitate o riducete al minimo alcol, caffè, bevande gassate e cioccolato.
11. Evitate cibi e bevande ghiacciate poiché rallentano la digestione.
12. Non usate il miele per cucinare, il miele cotto produce ama, tossine.
13. Non riscaldate cibi già cotti.
14. Il cibo deve essere sempre saporito e gradevole agli occhi.
15. Cucinate in un'atmosfera serena e rilassata.

IL MENÙ AYURVEDICO

Un menù ayurvedico equilibrato è un omaggio all'arte culinaria. I singoli ingredienti e le varie portate si armonizzano tra loro per sapore, colore, consistenza e metodi di preparazione. Un buon cibo ha un buon profumo, stimola l'appetito e comprende i sei sapori fondamentali.
I sapori in ayurveda vengono definiti con il nome di rasa e si integrano tra di loro in modo complementare. Il menù ayurvedico è completo sotto tutti gli aspetti e dal punto di vista nutrizionale contiene proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali.
I metodi di preparazione e la combinazione degli alimenti rendono il pasto nutriente e facilmente digeribile. Al termine di un buon pasto ayurvedico osserverete che non vi sentite affatto appesantiti ma al contrario rigenerati ed efficienti, piacevolmente sazi e soddisfatti.

IL CORSO DI ALIMENTAZIONE AYURVEDICA

16 ore di didattica teorico pratica nell'arco di un fine settimana



Il corso propone nozioni teoriche sulla teoria della nutrizione ayurvedica biotipologica integrata



Obiettivi del corso 

-Conoscere la teoria della costituzione individuale socondo l'Ayurveda

-Redigere un programma alimentare personalizzato



A chi si rivolge
Il corso si rivolge a chiunque desideri conoscere i principi dell'alimentazione naturale e voglia approfondire la conoscenza della filosofia ayurvedica applicata alla cucina



Requisiti

Apertura mentale, interesse e disponibilità all'apprendimento



Programma del corso

-Nozioni base sui principi nutrizionali
-Teoria dei cinque elementi
-I Dosha e la costituzione individuale
-Alimentazione ayurvedica integrata
-Utilizzo delle spezie in cucina

-Analisi dei principali metodi di nutrizione
-Redazione del programma alimentare personalizzato

Costo del corso € 220.00

Per conoscere le date visualizza il calendario degli eventi

Per iscriversi e partecipare al corso visualizza come partecipare

Per informazioni puoi scrivere a info@ayur-veda.it oppure cell 3939374100