La pelle, il sole, la vitamina D, le creme solari

“Non stare al sole senza cappellino…”; “Vieni qui, devo metterti la crema solare...”; “ Fa troppo caldo, andiamo all’ombra….”  Probabilmente molti di noi sono cresciuti sentendo queste frasi rispetto alla ‘pericolosità’ dell’esposizione al sole. Arriva l’estate e desideriamo subito mostrare la  tintarella il più velocemente possibile, senza esporci al sole in modo graduale per permettere alla pelle di abituarsi al cambio di stagione e produrre così la melanina in modo naturale. Ricorriamo invece immediatamente ad un utilizzo tal volta smodato di creme solari per poter stare al sole per lunghi periodi.... eccessivi.  Prima di tutto dobbiamo aumentare la nostra consapevolezza sul processo fisico del nostro corpo esposto ai raggi solari e approfondire la conoscenza delle così tanto utilizzate creme solari.

La pelle esposta al sole genera la ‘melanina’ una sostanza prodotta dai melanociti della pelle, partendo da un aminoacido, la tirosina. La melanina svolge la funzione di protezione dai raggi ultravioletti. E’ un pigmento di colore scuro che conferisce la tanto desiderata abbronzatura. Generalmente occorrono 48 ore perché la melanina si manifesti sulla superficie della pelle. Questo vuol dire che se dopo qualche ora la pelle è arrossata, non si tratta di abbronzatura, ma bensì di una scottatura.

La melanina è anche responsabile della colorazione dell’iride dell’occhio; infatti in linea generale, le persone con la pelle scura generalmente hanno gli occhi scuri. La sua azione a livello cutaneo neutralizza la produzione di radicali liberi prevenendone l’invecchiamento.  Per difendersi dalle radiazioni solari, l'organismo avvia inoltre un processo ausiliario che stimola la proliferazione dello strato corneo, favorendo l'ispessimento dell'epidermide. Ecco perché un eccesso di ‘bagni di sole’ aggredisce la pelle che diventa più spessa e perde elasticità e favorisce l’insorgere delle rughe.

La melanina è presente nella cute con concentrazioni che variano in funzione di diversi parametri: le zone del corpo più esposte ai raggi solari sono più pigmentate ma lo stesso accade per alcune aree del corpo che necessitano di un elevatissimo livello di protezione, come l’areola mammaria o le aree ano genitali, che godono di una maggiore quantità di melanina. Un altro fattore determinante riguarda lo stile e le condizioni di vita. La latitudine è ovviamente influente. Ai tropici i raggi ultravioletti hanno un alto potere di penetrazione e hanno la capacita di distruggere i folati presenti nel sangue, ovvero la vitamina B9. La pelle scura previene la distruzione dei folati provocata dai raggi UV ed è quindi una naturale protezione per le popolazioni equatoriali.
Nei Paesi nordici, dove le radiazioni solari sono deboli, il colorito chiaro della pelle è fondamentale per garantire un'adeguata sintesi di vitamina D e per captare maggiori quantità di radiazioni solari, fondamentali per la salvaguardia e la riproduzione della specie. Questa vitamina è fondamentale per l'assorbimento intestinale del calcio e per la salute dell'apparato scheletrico. Sono noti gli effetti della carenza di vitamina D e l’importanza della vitamina B9 per la formazione del tubo neurale nell’embrione, il canale che racchiude il midollo spinale, canale che può svilupparsi con gravi anomalie come la spina bifida.
In sintesi, abbiamo bisogno di esporci al sole perché il nostro organismo possa sintetizzare la vitamina D utile per la prevenzione di malattie come il cancro, l’osteoporosi e  patologie autoimmuni ma un’esposizione eccessiva può generare danni irreparabili come macchie cutanee, rughe, tumori della pelle, disfunzioni del sistema immunitario, invecchiamento precoce.
Da una parte abbiamo la produzione di vitamina D che chiede un’esposizione di 15/20 minuti al giorno al sole e dall’altra parte abbiamo la tintarella e il piacere di goderci il sole, il mare e la spiaggia e la gioia dell’estate.
Come sempre e come disse il Buddha, la linea che sta tra tutti gli opposti è la chiave, ovvero l’equilibrio.

Ma cosa può accadere utilizzando le creme solari? Ne parleremo tra qualche giorno.

Avisahara Simone Fanciullo  www.ayur-veda.it